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ORGOGLIO REGGIANO
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DA CHI E’ COMPOSTO

Il Comitato ORGOGLIO REGGIANO è composto da tifosi e semplici sportivi che amano lo sport a Reggio Emilia ed in particolare la Reggiana.
Presidente Onorario del Comitato ORGOGLIO REGGIANO è stato, dal gennaio 2003 sino al gennaio 2008, il Comm. Oscar Sircana.

 
Comm. Oscar Sircana
Il Comm. Oscar Sircana Presidente Onorario del Comitato ORGOGLIO REGGIANO
(Foto di Oscar Sircana)
 

PERCHE’ E’ NATO

C’era una volta.
Già, c’era una volta. Detta così, sembrerebbe la più classica delle favole con il lieto fine dietro l’angolo. Ma purtroppo così non è. E anche se si trattasse di una favola, l’epilogo non sembra certo essere a tinte chiare.
Ma cosa c’era una volta?
C’era una società di calcio di nome A.C. REGGIANA. Un sodalizio che ha visto alternarsi ai propri vertici le più variegate espressioni dell’economia reggiana. Naturalmente anche con diverse forme di managerialità. Si sono succeduti dirigenti più o meno amati. Che hanno ottenuto risultati più o meno positivi. Ma che sono riusciti in un grande obiettivo: creare una simbiosi inscindibile fra la squadra di calcio della città e gli sportivi reggiani. C’era anche una squadra di calcio degna di tale nome. Con undici giocatori che scendevano in campo non a titolo personale, ma con una grande consapevolezza nel cuore; che al di la di tutto vi era una maglia da onorare: quella granata!!! C’erano insomma le due componenti necessarie a far si che ce ne fosse una terza a farvi da corollario: i tifosi. Si, c’era una città che ribolliva d’entusiasmo granata. Che gioiva, soffriva, trepidava, imprecava, ma che comunque si faceva trascinare in quelle grandi emozioni che il gioco del calcio sa offrire.
E poi...
E poi quel che non t’aspetti. Sul ponte di comando della nave granata, va a posizionarsi un signore venuto dal Friuli. In principio l’idillio con il popolo reggiano sembra ben saldo. La rotta sembra essere quella dei sogni. Si avverte la necessità di cambiare palcoscenico. Il vecchio stadio, per svariati motivi, (Ciao glorioso e inimitabile Mirabello) non viene ritenuto più idoneo per ospitare le gesta degli eroi di casa nostra. Si opta per la costruzione di un nuovo impianto fuori dal centro cittadino. La società granata se ne prende carico e da il via a un progetto innovativo in tutto il territorio nazionale: la Reggiana è l’unica società calcistica del nostro paese ad essere proprietaria dello stadio in cui si esibisce. I tifosi sembrano gradire. Dimostrano il loro assenso a suon di bigliettoni, acquistando in massa abbonamenti pluriennali. Il nome scelto per il nascituro (Giglio) è quanto di più candido si possa immaginare. A nobilitare l’inaugurazione vi è la vecchia signora del calcio italiano: la Juventus. Reggio si riversa in massa ad assistere al match. Insomma, la favola sembra assolutamente non prendere brutte pieghe. Per alcuni anni l’imbarcazione sembra procedere senza incontrare nessun scoglio. Ma invece gli ostacoli sono dietro l’angolo. Le categorie vengono scalate a ritroso, sul ponte di comando si denotano le prime crepe. Reggio sembra diventare un crocevia di calciatori. In pochi anni si succedono a centinaia, ma i risultati sono solo negativi. Le nobili categorie rimangono un magnifico ricordo, si ritorna ad assaggiare il calcio pane e mortadella della serie C. Ma quel che più inquieta è il lento ma progressivo distacco della città con uno dei suoi simboli: la propria squadra di calcio.
Ed eccoci ai giorni nostri.
La frattura sembra diventata insanabile. L’imbarcazione granata non naviga neanche più a vista. I pochi tifosi rimasti vanno allo stadio più per forza d’inerzia, che per reale convincimento. Nelle piazze, nei bar, nei punti di ritrovo la parola Reggiana è oggetto solo di scherno. Nessuno sembra essere più interessato alle sorti della squadra che tanto era amata.
Da qui è nata la spinta propulsiva che ci ha portato a fondare il Comitato ORGOGLIO REGGIANO.
A noi, tifosi con il sangue granata nelle vene, ci pare assurdo e inconcepibile che una città come la nostra, florida economicamente, e che ha fatto della solidarietà uno dei propri grimaldelli, artista impotente alla capitolazione di uno dei propri patrimoni, orgoglio di intere generazioni.
Il messaggio che vogliamo lanciare è univoco e accorato: accorriamo in soccorso della Reggiana.
Sia ben chiara una cosa, tutti in questo momento devono giocare la propria parte, senza indugi e senza secondi fini. A partire dal tifoso della curva, passando via via ai latori dell’informazione, alle associazioni di categoria, al mondo imprenditoriale, sia privato che cooperativo, ai rappresentanti della "Reggianità" dentro e fuori il confine italico, fino ad arrivare alle forze politiche e istituzionali.
Deve cominciare già da ora ad aprirsi ad aprirsi un dialogo che al momento sembra non esservi e, che se anche esistesse sembra essere fra sordomuti.
A tal fine abbiamo promosso per l’11 maggio una camminata per sensibilizzare l’opinione pubblica reggiana.
Il tragitto che va dal glorioso stadio Mirabello fino alla piazza Prampolini, vuole essere un primo segnale preciso. Non vogliamo essere contro nessuno, vogliamo essere a favore della squadra di calcio della nostra terra.
Tanti più saremo quel giorno, tanto più dimostreremo che l’Associazione Calcio Reggiana è ancora nel cuore di molti.
Ma alcune certezze le abbiamo già.
La serata d’addio al Mirabello ce le ha messe sotto gli occhi. Ed è anche grazie alle emozioni di quella sera che non ci sentiamo utopisti.
Da subito dobbiamo fare riprendere alla nave la giusta rotta, per far si che la favola torni ad essere di quelle che incantano!!!

Comitato ORGOGLIO REGGIANO

 
Vecchie e recenti glorie della A.C. Reggiana
Le vecchie e recenti glorie della A.C. Reggiana sullo sfondo di 4000 appassionati e tifosi, in occasione del "Mirabello addio si spengono le luci" di lunedì 15 aprile 2002 (da www.ilmirabello.it - Fotostudio Artioli)
 
Striscione del Comitato ORGOGLIO REGGIANO per promuovere la camminata dell'11 maggio
Lo striscione del Comitato ORGOGLIO REGGIANO di 110 metri per
promuovere la camminata dell’11 maggio, inaugurato in occasione del
"Mirabello addio si spengono le luci" (
Nova Foto G. Bucaria)
 

DISCORSO DELL’11 MAGGIO 2002

«Se un mese fa, quando è nato il nostro comitato, ci avessero detto che oggi ci saremmo trovati in questa piazza, fulcro e cuore della città, di fronte a così tante persone, avremmo pensato ad un sogno, a qualcosa di irrealizzabile.
E invece il sogno è realtà!!!
Il perchè abbiamo chiesto a tutti di essere qui oggi crediamo sia ormai arci noto, ma una volta di più lo vogliamo ribadire.
Tutti noi, che abbiamo la reggiana nel cuore, negli ultimi anni ci siamo sentiti defraudati di qualcosa di nostro, di un qualcosa che va al di là della fede sportiva. riteniamo, infatti, che oggi in pericolo ci sia un prezioso patrimonio di tutta la città.
Non casualmente il nostro comitato porta il nome "ORGOGLIO REGGIANO", nome che sta a significare quanto tutti noi siamo fieri di sventolare queste bandiere e questi stendardi in giro per la penisola.
E’ per questo, Sig. sindaco e Sig.ri rappresentanti del mondo imprenditoriale ed economico, che oggi ci onorate con la vostra presenza - della quale vi siamo grati - che abbiamo promosso questa camminata chiedendo la vostra adesione ed il vostro appoggio.
La frattura tra questa città e l’attuale dirigenza dell’A.C. Reggiana è ormai troppo profonda ed insanabile.
Non sono certamente operazioni "di lifting" dell’ultima ora che potranno riaprire un dialogo con noi, che negli ultimi anni troppe volte siamo stati delusi, presi in giro ed umiliati.
Quello che chiediamo alla città intera è che si apra quel dialogo che fino ad oggi sembra non esserci mai stato.
Vogliamo lasciarci alle spalle i processi sommari e le attribuzioni di responsabilità.
Vogliamo che da oggi tutti diventino propositivi, consapevoli che in gioco vi è il destino dell’associazione calcio reggiana, colei che in 83 anni di vita ha unito con i propri colori intere generazioni di reggiani.
In questo mese, forse anche in modo un po’ disordinato, abbiamo bussato a molte porte. alcune si sono aperte, altre si sono spalancate, su altre ancora è apparsa come d’incanto la scritta "do not disturb" – non disturbare.
Se ai primi va il nostro grazie, a coloro che ci hanno sbarrato le porte diciamo che è anche merito loro se ci siamo sentiti ancora più decisi a proseguire in questa nostra iniziativa.
Sia ben chiaro un concetto: nessuno di noi è qui solo per chiedere categorie prestigiose o per sperare in voli pindarici; quello che ci auguriamo è che la reggiana torni ad essere un patrimonio riconosciuto da tutta la città e un orgoglio di cui farsi vanto. a tutti voi, che oggi siete accorsi così numerosi per dimostrare il vostro attaccamento alla causa granata, chiediamo di essere al nostro fianco, nelle prossime due partite dei play-out, perchè anche da questi due incontri possa iniziare la rinascita della nostra squadra.
Oggi vogliamo anche ringraziare in modo particolare coloro che ci sono stati vicini fin dalla prima ora. un plauso speciale va a Dario Morello, bandiera granata da una vita, e a Leonardo Righi, industriale col sangue granata nelle vene.
Un grazie di cuore anche a tutti gli organi di stampa e alle televisioni locali che ci hanno permesso di divulgare nel modo più ampio il nostro messaggio.
Vorremmo anche dire grazie a noi stessi, senza scendere in sterili autocelebrazioni ma per dare il giusto riconoscimento al grande impegno da tutti noi profuso per la buona riuscita di questa importantissima giornata.
Per concludere vi diciamo:
il nostro primo motto, all’atto della nostra fondazione, avvenuta dopo l’ennesima disfatta della nostra squadra, è stato
"comunque vada a finire noi ci abbiamo provato". questo, Sig. sindaco e Sig.ri rappresentanti del mondo imprenditoriale ed economico, speriamo possiate dirlo anche voi, un giorno.
Per questo vi chiediamo, da lunedì prossimo, di inserire nelle vostre agende uno spazio riguardante la soluzione dei problemi dell’Associazione Calcio Reggiana, nonchè di essere consapevoli che anche il vostro contributo sarà decisivo per la causa granata.
"...c’è un grande prato verde, dove nascono speranze che si chiamano ragazzi..."
Iniziava così una canzone di qualche anno fa.
Ci auguriamo che in quel grande prato verde possano continuare a correre dei ragazzi in maglia granata, consci del fatto che una città intera, orgogliosa di essere rappresentata da quelle maglie, è lì, al loro fianco per trepidare, soffrire, imprecare, gioire con loro.
»

Comitato ORGOGLIO REGGIANO

 
Avvocato Claudia Grasselli
L’Avvocato Claudia Grasselli durante la lettura discorso in piazza Prampolini
(
Fotostudio Artioli)
 
Piazza Prampolini durante la manifestazione
La piazza Prampolini vista dal Municipio durante la manifestazione
(
Fotostudio Artioli)
 

WEB STAFF

WebMaster & WebDesigner: Stefano Bassi

Testi: 

Angelo Zanetti, Avv. Claudia Grasselli, Marco Montanari, Oscar Masini e Stefano Bassi

 

Logo: Gianluca Camurri (Linotipia Emiliana s.n.c.)

Sound: estratto di "Alè Reggiana" di Kikko D’Angiò

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